Chissà se poi tornarono più alla tana dei gatti?

Non lo so. Forse non lo sapremo mai.

Io la mia l'ho detta, dilla tu se la sai.

La fiaba dei gatti


 

Anche se a volte possono non sembrare vantaggiosi, la gentilezza e la bontà rendono belli e, a lungo andare, premiano sempre. La gentilezza lascia una traccia nel nostro spirito e nei nostri ricordi. In un momento in cui prevalgono le storie di cronaca nera, la scelta de La Fiaba dei Gatti è nata dalla voglia di condividere le belle storie, quelle che dimostrano che la gentilezza esiste e che le persone gentili vengono premiate.

 

Una fiaba divertente e diffusissima nella tradizione passata, oggi quasi del tutto sconosciuta. Lo spettacolo di teatro per ragazzi di StorieFilanti si ispira a tre versioni de La Fiaba dei Gatti: quella proveniente dalle Terre d'Otranto (trascritta da Italo Calvino in Le Fiabe Italiane), la versione toscana (trascritta da Carlo Lapucci in Fiabe Toscane) e quella piemontese (trascritta da Maria Luisa Rivetti in Fiabe Piemontesi).

 

Alla maniera delle StorieFilanti, il cantafiabe racconta la storia insieme ai pupazzi di gommapiuma creati dalle abili mani di Agostino Gamba. Fanno da sottofondo all'esuberante e divertente racconto le musiche originali scritte e registrate dall'autore.

 

 

LA TRAMA

C’era una volta una madre che aveva due figlie: una bella e gentile, l’altra brutta e sgarbata. Un giorno mandò la figlia gentile a raccogliere cicoria, ma lei si imbatté in un grande cavolfiore. Lo sradicò e sotto trovò una casa piena di gatti che lavoravano e li aiutò nel lavoro. A mezzogiorno arrivò la mamma gatta che vedendo l’aiuto che la ragazza aveva dato ai suoi gatti la ospitò a mangiare. La ragazza, che aveva ricevuto più cibo dei gattini, lo spartì con loro e aiutò a sparecchiare. Mamma gatta, premiò la gentilezza vestendola come una sposa e lei tornò a casa da sua madre che, vedendola arrivare così ben vestita, le domandò cosa fosse successo. La ragazza gentile rispose che aveva aiutato dei gatti e che mamma gatta le aveva fatto dei doni. Così la madre mandò anche l’altra figlia ad aiutare quei gatti. Il giorno dopo la figlia sgarbata trovò il cavolfiore e la casa dei gatti ma, anziché aiutarli, fece loro tanti dispetti. A mezzogiorno arrivò mamma gatta che offrì alla ragazza sgarbata solo una galletta bagnata nell'aceto. La ragazza chiese allora a mamma gatta dei vestiti come quelli di sua sorella, ma ottenne solo stracci in cambio del suo comportamento. La madre, vedendola tornare così conciata, si arrabbiò tanto da morire. Anche la ragazza cattiva morì e la fanciulla gentile sposò un bel giovane.

 

Teatro di figura e d'attore

 

Testo e regia: Agostino Gamba

Interpreti: Agostino Gamba

Tecnica utilizzata: Pupazzi

Musiche originali: Agostino Gamba

Scenografie: Giulia Cingolani e Agostino Gamba

Pupazzi:  Agostino Gamba

 

Note Tecniche

Fascia d'età: dai 4 ai 99 anni

Allestimento: luoghi aperti e chiusi

Rappresentabile anche in spazi non teatrali

Dimensioni minime: 2,5x2,5 m

Durata: 40 min circa

Luci e audio: presa corrente 220v, automuniti impianto audio 

Montaggio: 60 min

Smontaggio: 30 min